venerdì 26 settembre 2008

La réclame è l'anima del commercio...

...però quando è troppo è troppo, questo deve essere quello che hanno pensato i funzionari europei quando hanno saputo della sponsorizzazione della Nazionale di calcio Italiana con i fondi comunitari:

Calabria sponsor Azzurri: rischio "cartellino rosso"

Lo scorso venerdi', la Commissione europea ha lanciato un forte appello alla Calabria affinche' fornisca in tempi rapidi ulteriori chiarimenti sulla vicenda della sponsorizzazione della Nazionale di Calcio con i fondi comunitari. Dalle prime informazioni giunte a Bruxelles, risulta che la regione abbia stabilito un programma per la promozione turistica forte di un finanziamento di 6 milioni di euro su tre anni, dal 2008 al 2010.

La decisione della Calabria di sponsorizzare con i fondi Ue fino al 2010 rischia il "cartellino rosso". Lo ha detto a Bruxelles Dennis Abbott, portavoce del commissario europeo alle Politiche regionali, Danuta Huebner. "Se l'audit nazionale ed europeo decide che questa sponsorizzazione non e' possibile, scatta il cartellino rosso, e la Regione Calabria dovra' restituire i soldi al contribuente europeo", ha sottolineato Abbott ricordando che "le regioni hanno tutto il diritto di decidere sulla destinazione dei fondi europei. Ma questo - ha avvertito - non vuol dire che c'e' la porta aperta per ogni tipo di abuso".

In ogni caso, ha spiegato ancora il portavoce a Bruxelles, sulla vicenda "c'e' un processo di auditing nazionale ed europeo molto approfondito" e la Calabria ha tempo "fino al 29 di questo mese" per rispondere alla nostra richiesta di chiarimenti su questo particolare investimento" . A Bruxelles, Abbott ha anche sottolineato che un'eventuale trasferimento dei fondi europei "alla fondazione di Rino Gattuso e' inammissibile. La Calabria e lo stesso Gattuso - ha aggiunto - sono stati gia' informati" .

Nel programma di 6 milioni di euro, infatti, sono inclusi diversi interventi tra cui proprio la sponsorizzazione della Nazionale che può contare su un totale di 1,8 milioni di euro per il triennio 2008-2010. "La Calabria avanza l'argomentazione che questo finanziamento potrebbe portare beneficio al turismo" locale, ha ricordato ancora il portavoce a Bruxelles.

Un dato che ridimensiona quanto scritto in alcune precedenti note stampa e sullo stesso sito Internet della Regione, in cui invece figurava la cifra di 8 milioni di euro, interamente destinata alla Nazionale. "Non siamo responsabili del sito internet della Regione Calabria. Ma abbiamo chiesto loro di correggere l'errore e cosi' hanno fatto", ha detto ancora Abbot. In realta' ,la sponsorizzazione degli 'Azzurri' e' solo una parte del finanziamento complessivo destinato alla promozione del 'marchio' Calabria.

Quanto all'ipotesi di una eventuale deviazione dei fondi comunitari destinati allo sviluppo dei porti verso la Nazionale di Calcio, avanzata dall'eurodeputato liberaldemocratico Beniamino Donnici (Alde), che con una interrogazione ha aperto il caso, l'esecutivo Ue si e' mostrato prudente. "Secondo le informazioni che abbiamo raccolto, questi 6 milioni di euro sono destinati esclusivamente alla promozione del turismo. E la Calabria non puo' trasferire fondi da una linea di bilancio a un'altra.

“Questo e' chiaro, non abbiamo mai parlato di porti o di altre infrastrutture", ha tagliato corto Abbott. Interrogato sulla vicenda venerdi' scorso, anche Pantaleone Sergi, portavoce del presidente della Regione Calabria Agazio Loiero, ha "escluso" categoricamente questa possibilita'. Il finanziamento complessivo dell'Europa per lo sviluppo regionale della Calabria nel periodo 2007-2013 e' di 1,5 miliardi di euro. Danuta Huebner sara' in visita ufficiale in Calabria i prossimi 4 e 5 dicembre. (Adnkronos)

Da quello che si può leggere ci sono tre o quattro fatti davvero sconcertanti. Quando alla regione (il minuscolo è puramente voluto) si sono accorti di esser stati presi con le mani nel sacco hanno cercato di risolvere la questione alla carlona, leggi alla meno peggio:

1) prima hanno cercato di coinvolgere Rino Gattuso... proviamo ad immaginare la conversazione telefonica...

regione: "ehi ringhio se a te non dispiace vorremmo regalarti 1,8 milioni di €uro"
ringhio: "no, non mi dispiace datemeli!"
regione: "no, perché avremmo i funzionari UE un po' incazzati alle spalle e non sappiamo cosa fare dei soldi che ci hanno dato"
ringhio: "nema problema arci! Passa sta palla!"

A questo punto i funzionari UE, che erano già incazzati, si incazzano ancora di più:

un'eventuale trasferimento dei fondi europei "alla fondazione di Rino Gattuso e' inammissibile. La Calabria e lo stesso Gattuso - ha aggiunto - sono stati gia' informati" .

2) Alla regione comincia a serpeggiare il panico ed allora provano a coprirsi dietro ai formalismi:

"La Calabria avanza l'argomentazione che questo finanziamento potrebbe portare beneficio al turismo" locale, ha ricordato ancora il portavoce a Bruxelles.

3) Alla regione fanno confusione anche con l'informazione istituzionale, i milioni di €uro sono 6 e non 8:

Un dato che ridimensiona quanto scritto in alcune precedenti note stampa e sullo stesso sito Internet della Regione, in cui invece figurava la cifra di 8 milioni di euro, interamente destinata alla Nazionale.

"Non siamo responsabili del sito internet della Regione Calabria. Ma abbiamo chiesto loro di correggere l'errore e cosi' hanno fatto", ha detto ancora Abbot. In realta' ,la sponsorizzazione degli 'Azzurri' e' solo una parte del finanziamento complessivo destinato alla promozione del 'marchio' Calabria.

vista la leggerezza e la disinvoltura con cui vengono stanziate le cifre non si può mica pretendere troppo scrupolo nel comunicarle ai cittadini, d'altra non stiamo mica parlando dei soldi di loiero, sti soldi sono arrivati dall'Europa, e quindi ci si può fare qualunque cosa. Ponendo che alla regione avessero vinto alla lotteria sarebbero stati più accorti nello spendere i soldi, ma loro non hanno fatto nemmeno la fatica di comprare il biglietto, sti soldi glieli hanno regalati (almeno così lo percepiscono) e quindi si faccia largo allo scialapopolo.

Si usa cioè un meccanismo inverso e perverso: se io gioco la schedina del totocalcio e faccio 13 vinco un po' di tintinnanti e al contempo mi diverto a guardare lo sport.
Se agli amministratori della regione danno un po' di denari per affrancare il territorio dal degrado e dal sottosviluppo loro li regalano alla nazionale di calcio, così si siedono nella tribuna vip e si divertono a guardare lo sport...

4) La reazione dell'UE è fin troppo civile e si limita ad utilizzare argomenti di buon senso, infatti Abbott dice:

"le regioni hanno tutto il diritto di decidere sulla destinazione dei fondi europei. Ma questo - ha avvertito - non vuol dire che c'e' la porta aperta per ogni tipo di abuso".

Conclusioni

il presidente loiero stavolta ha toppato alla grandisssima, questo caso è stato ripreso anche dalla stampa internazionale: http://news.google.it/news?hl=it&q=der%20spiegel%20calabria&um=1&ie=UTF-8&sa=N&tab=wn non è affatto piacevole sapere che un giornale romeno, il Evenimentul Zilei, dia una notizia simile.

In particolare il caso è stato ripreso da der spiegel... ecco l'articolo originale: http://www.spiegel.de/politik/ausland/0,1518,580294,00.html i toni ed i termini usati da questo giornale sono piuttosto pesanti: http://www.strill.it/index.php?option=com_content&view=article&id=23275:fondi-ue-alla-nazionale-di-calcio-anche-qder-spiegelq-allattacco-della-regione-calabria&catid=1:ultime&Itemid=97 ma sono anche perfettamente in linea con la mentalità tedesca che proprio non riesce a concepire un simile livello di incompetenza da un'amministrazione statale medio-grande.

Dalla regione hanno accusato der spiegel di razzismo... il che può anche essere vero visto quello che hanno scritto di noi, ma al di là di ogni loro abuso verbale, i nostri amministratori, invece di fingere di offendersi adesso, avrebbero fatto meglio a gestire in modo più oculato i fondi europei.

loro sono razzisti -> si eviti di dar loro argomenti.

Una nota per loiero... se l'amministrazione fosse adeguata alle criticità della Calabria non dovrebbe esserci nemmeno un'ombra a dare adito a qualunque speculazione. Nello specifico invece quest'amministrazione ha ampi margini di miglioramento (diciamo così...) e per di più ogni volta che salta fuori uno scandalo si assiste ad uno spettacolo inverecondo; il vittimismo, l'incompetenza, la disinvoltura, l'incapacità, la poca serietà, la leggerezza, il malcostume, la delinquenza della malavita e dei politici sono la peggiore pubblicità tu-rustica che possiamo offrire.

10 - 100 - 1000 federalismi! Se servano ad insegnarci a scegliere meglio la nostra classe politica ben vengano!

venerdì 19 settembre 2008

Ndrangheta, Calabria e pregiudizi

L’articolo che segue questa breve “prefazione” è una risposta a quanto scritto da Alex 321 in un resoconto del suo viaggio sulla costa jonica della Calabria e in Aspromonte, all’indirizzo


http://alex321.splinder.com/post/13590331/.%3A+Vista+Sud+(prima+parte)+%3A


Si tratta di un articolo pieno di pregiudizi, una di quelle manifestazioni che ci fanno apparire agli occhi di chi ci valuta solo inbase a stereotipi diffusi dai media come mafiosi, delinquenti, incazzusi, poco accoglienti ecc. ecc.


Oltretutto è il migliore esempio che abbia potuto fin’ora leggere di “profezia che si auto-adempie”: uno si aspetta di trovare una certa cosa - in questo caso i calabresi mafiosi ed omertosi ed il “clima pesante” da guerra di mafia – e, guarda caso, li trova.


Non è la prima volta che mi occupo dell’argomento. Ne avevo già parlato qui:


http://cronachecalabresi.blogspot.com/2008/09/vacanze-avventura-in-calabria.html



Come potrete leggere ho tentato di postare un commento sul blog di Alex321. Si può constatare facilmente che il mio commento non era offensivo. Era solo la mia opinione, in netta contrapposizione con la sua. Era stato posto nella coda di moderazione ma non è mai stato pubblicato. Evidentemente sul blog:


http://alex321.splinder.com/ - Il titolo non c’è. Questi sono appunti sparsi -


i commenti che non rispondono all’opinione dell’autore non sono graditi.


Cominciamo allora.


Fior di sociologi ne hanno parlato. Si tratta delle “profezie che si auto-adempiono”.

Sono state definite: “una delle rivelazioni più dolenti che siano state mai state portate in luce nell’ambito dell’educazione e le cui rivelazioni si sono poi estese ad ogni altro campo del sapere sociale[1]” .


Si tratta di un tema di grande attualità. Il primo esempio di tale fenomeno fu offerto dal sociologo Robert K. Merton[2], che addirittura coniò un teorema a tal proposito, il “teorema di Thomas”


“If men define situations as real, they are real in their consequences”.[3]

“Se gli uomini definiscono alcune situazioni come reali, allora esse divengono reali nei loro risultati”


Per spiegare cosa intendesse, Merton faceva l’esempio dello spargersi di una falsa voce sull’insolvenza di una banca: appena i clienti ne sono a conoscenza, si precipitano a ritirare i loro depositi, realizzando nella pratica quella falsa rappresentazione. I fallimenti a catena degli ultimi giorni, tra cui quello della Lehman Brothers, dimostrano quanto avesse ragione (ovviamente la colpa dei fallimenti non dipende solo da questo).


Questo discorso c’entra molto con alcune rappresentazioni che si possono leggere in rete della realtà calabrese, come, tra le altre questa di alex321, di cui in prefazione.


Queste rappresentazioni partono da dati veri (il fatto che in Calabria vi è la maggiore organizzazione mafiosa mondiale, un cancro che distrugge il territorio) per giungere subdolamente alla conclusione che OGNI atteggiamento diviene mafia.


Signori, così non si va da nessuna parte. Non si fa altro che criminalizzare un territorio e chi ci abita, distorcendo arbitrariamente quello che si vede per piegarlo all’immagine che ce ne siamo fatti, quella di terra di mafia. Ed allora.. una strada vuota diviene mafia, sguardi curiosi, forse un po’ sospettosi di paesani non abituati a stranieri o a donne nei bar diventano mafia, la mancanza di persone per le strade diviene mafia..mafia mafia mafia, tutto mafia a prescindere.


Chiariamo. Non è che la ndrangheta non ci sia. Ma non esaurisce tutto il panorama. Non è la spiegazione di ogni cosa che ci passa per la testa.


La ndrangheta è un fenomeno gravissimo, che fin’ora è stato sottovalutato, solo ultimamente polizia e magistratura se ne stanno occupando seriamente.


Altrimenti certe cose non si spiegano.


Com’è possibile infatti che fin’ora i latitanti non si trovavano, invece da un anno a questa parte, dopo Duisburg, si arrestano come funghi dappertutto?


Non dipenderà forse anche dal fatto che adesso ci siamo messi a cercarli un pò meglio?


L’illegalità va combattuta, sia dal punto di vista culturale, sia attraverso idonei mezzi di coercizione, e questo è compito delle forze dell’ordine e della magistratura. Per questo motivo dei governi seri dovrebbero mettere a loro disposizione tutti gli strumenti necessari a tale scopo. Ma, come giustamente sottolinea Marco Travaglio, finchè al governo rimarrà l’attuale casta degli impuniti noi non potremo mai avere sicurezza. Infatti se la magistratura funzionasse loro sarebbero in galera già da un pezzo, cosa che ovviamente cercano in tutti i modi di evitare.


Quanto alla presunta omertà, collaborazione o affinità delle popolazioni calabresi con la ndrangheta, io mi domando, riprendendo quanto già scritto nei commenti ad alex...


Ma cosa si pretende dalla popolazione civile?


Ma voi avete idea delle bombe e degli attentati dinamitardi che ogni notte avvengono in Calabria? Questa è una guerra. Gli effetti dell’ultima bomba, di inaudita potenza, li potete vedere qui ..la gente ha paura, signori, non si può rischiare la vita e denunciare se dopo si deve fare la fine di Masciari -che è stato eroico ma ora praticamente non vive più-.


Ma non tutti lo possono fare.


Quella di scaricare le responsabilità su chi non può fare nulla è una bella scusa per chi potrebbe a non fare niente.


E non si può nemmeno fare il confronto con la Sicilia:


Un punto molto rilevante è che in Calabria la popolazione è di due milioni, distribuita per ragioni geografiche in centri abitati di piccole dimensioni, nei quali si conoscono tutti, quindi il controllo sociale, ovvero la possibilità che si venga intimiditi per i comportamenti o le opinioni che ledono l’organizzazione, è molto più forte. Se uno di Bianco si mette a parlare male del capobastone di Bianco è sicuro che questi lo verrà a sapere. Il paese è piccolo, la gente chiacchiera come in qualunque altro posto, con l’aggravante che qui c’è la ndrangheta, e parlare male o fare qualcosa contro l’organizzazione significa intaccare interessi fortissimi.


C’è gente che è morta per questo.


I siciliani invece sono 5 milioni, distribuiti in centri abitati di medie dimensioni. Il controllo sociale è minore, così come il conseguente rischio di venire “disturbati” dai mafiosi (sempre relativamente, qui non si vuole sminuire nulla), inoltre il numero dei pentiti di mafia è 10 volte superiore a quello dei pentiti di ndrangheta, a causa del vincolo parentale tra gli affiliati, che non è un carattere della mafia siciliana, ma della ndrangheta.


E comunque i siciliani hanno cominciato a ribellarsi quando lo Stato è intervenuto, arrestando i boss. Tutto ciò è successo solo grazie all’azione coraggiosa di un gruppo di magistrati, che hanno pagato con la vita a causa delle schifose infiltrazioni tra sistema politico e mafioso. Le persone comuni da sole non avrebbero mai potuto arrestare i mafiosi.


E questa è storia, non chiacchiere.


Insomma: chi vuole venire in Calabria venga a farlo per farsi i bagni e per fare turismo, sperando che comincino ad accendere i depuratori. Anche per questo a De Magistris hanno tappato la bocca.

E basta con questa criminalizzazione indiscriminata! la criminalizzazione va fatta per i criminali, in primo luogo i politici ed amministratori corrotti. Inoltre vanno combattute le situazioni di disagio di tante persone, che sono alla base di fenomeni come il voto di scambio, e i privilegi indiscriminati, nonché gli sprechi, anche i più piccoli.


Ci vuole INTRANSIGENZA.


Se i calabresi hanno una grave colpa è l’atavica rassegnazione verso un sistema che peggiora sempre di più.


Ma questa è una malattia italiana.



[1] Bertolotti L. (2004), “la profezia che si auto-adempie ed il ruolo dell’insegnante”, tratto da www.spaziomente.com/ARTICOLI/La%20profezia%20che%20si%20autoadempie%20e%20il%20ruolo%20dell'insegnante.pdf

[2] Per approfondire si consiglia la lettura di A. Rao (2008) "Come uscire dalla globalizzazione. Pace o guerra tra le nazioni?”, ed. Cleup, Padova.

[3] Merton, Robert K (1968). “Social Theory and Social Structure”. New York: Free Press, p. 477

lunedì 15 settembre 2008

Regione Calabria e Inter

Eh..sarebbe bello poter parlare solo di sole, mare, bellezze artistiche.. eppure..

...eppure purtroppo l'indignazione per alcune decisioni dei nostri organi regionali non ci permette di tacere sulla nuova iniziativa della regione Calabria, che ci pare davvero insensata.
Non lo faccio con spirito sereno,nè con il masochismo che a volte contraddistingue il nostro comune modo di affrontare i problemi della regione. Ne voglio parlare perchè la notizia ha avuto poca risonanza, e mi sembra giusto che i cittadini calabresi, prima di tutti gli altri, sappiano come la regione usa i fondi a sua disposizione.

La rete in questo senso può e deve fare da cassa di risonanza.

Di questi tempi, nei quali il vento federalista soffia con la forza del tornado Ike, le parole del governatore Loiero pronunciate recentemente durante una manifestazione pubblica sembravano andare nel senso del rinnovamento. La regione dichiarava di opporsi ai progetti di vergognoso rastrellamento di risorse paventati del governo per finanziare il taglio dell'ICI, che del resto hanno già bloccato i lavori di ammodernamento della statale jonica 106..

Oltre alle critiche verso tali scellerati propositi, in più occasioni si sottolineava l'importanza di utilizzare meglio le risorse a nostra disposizione, per dimostrare al resto d'Italia che la regione Calabria ha abbandonato i tempi nei quali i soldi pubblici finivano dispersi in mille insignificanti rivoli, o peggio, nelle capienti tasche di funzionari o privati cittadini.
Invece purtroppo ci tocca sapere che la regione Calabria ha deciso di finanziare...

...non un progetto sociale per giovani o anziani, non il recupero di Monte S. Elia presso Palmi, che sta letteralmente crollando sebbene si goda una vista che spazia da capo Vaticano a Milazzo, non un qualcosa che valorizzi il territorio o l'immagine della regione, ma popò-di-meno che:

...

LA TRASFERTA PER IL COMPIMENTO DEL CENTENARIO DALLA FONDAZIONE DELL'INTERNATIONAL FOOTBALL CLUB NEGLI STATI UNITI D'AMERICA! :(

La notizia è stata pubblicata a firma di Morcavallo sul Quotidiano della Calabria del 10 settembre, a pagina 15, in un piccolo trafiletto. Se ne può trovare traccia anche sul sito dell'inter e su America Oggi, un quotidiano statunitense in lingua italiana.

Come tutti sanno, l'inter è la squadra di calcio di Milano. In tempi in cui dal nord vogliono tagliarci i fondi necessari al nostro sviluppo, noi cosa facciamo?

Gli finanziamo la squadra di calcio.

Questo scandalo è acuito dal fatto che in Calabria c'è già un'altra squadra di serie A, cioè la Reggina; ed a nulla vale la possibile giustificazione che in questo modo si manda in giro nel mondo il nome della regione Calabria...

...ma non era meglio fare un pò di pubblicità alle suppressate ed alle 'nduje, o meglio ancora, se proprio si voleva sponsorizzare qualcosa, incentivare la formazione dei talenti calabresi che ancora non sono emigrati, magari favorendo la soluzione ai tanti problemi che affliggono le nostre università?

I cittadini calabresi sono i primi ad essere indignati per la vergognosa figura che queste iniziative della nostra classe politica ci fanno fare.

Bossi non vuole la scusa per lasciarci in mutande, ma la nostra regione si impegna al massimo per dargliela.








domenica 14 settembre 2008

Arte bizantina in Calabria

La nostra Calabria è ricca di antichissime bellezze, figlie delle grandi vicissitudini che la nostra regione e la cristianità intera hanno subito nel corso dei secoli. Purtroppo tante di queste vicende non sono conosciute ai più, e tanto meno si conoscono le meravigliose vestigia di quel passato. Qui una piccola introduzione storica ed un itinerario alla scoperta della Calabria bizantina!

Breve storia dell’ortodossia in Calabria


…fino allo scisma d’oriente, del 1054 d.c., la cristianità non era divisa, com’è oggi, tra cattolici e ortodossi. L’unica chiesa, quella che riteneva di avere la vera fede (ortodossia) si trovava a Costantinopoli, la sede dell’impero romano d’oriente. Dal punto di vista organizzativo, ogni centro maggiore dell’impero, che all’epoca comprendeva anche il meridione d’Italia e la Calabria in particolare, aveva un suo patriarca, una sorta di vescovo che sovrintendeva all’organizzazione ecclesiastica ed alle attività della comunità religiosa. Si trattava di una chiesa acefala, cioè che non aveva un “capo”. Il patriarca di Costantinopoli era un “vescovo” come tutti gli altri e non aveva alcun potere di direttiva particolare sugli altri patriarchi. La sua maggiore influenza derivava solo dal fatto che viveva nella stessa città dell’imperatore, il quale invece convocava i concili, nei quali si stabilivano i dogmi della fede (i primi concili, quelli di Efeso, Nicea, Calcedonia furono indetti dagli imperatori d’oriente)…

…questo carattere della chiesa d’oriente è stato definito “cesaropapismo”: Stato e Chiesa si identificavano, in un’unità inscindibile….

…oggi può sembrare esagerato, ma intorno all’anno mille su concetti astratti, come la trinità (cd contesa sul “filioquoe”) o la natura umana o divina di Gesù Cristo scoppiavano delle aspre contese (dette appunto “cristologiche”) che spesso si legavano, nelle regioni limitrofe dell’impero, a motivi di insofferenza alla supremazia bizantina più generali, di tipo politico o economico o a contaminazioni dottrinarie da altre religioni, come l’islam…

… questo era appunto il caso, tra gli altri, dell’Italia. Con il passare del tempo la difficoltà dei collegamenti tra Roma e Bisanzio, la mancanza di una ferma autorità politica che potesse arginare la prepotenza dei barbari (prima i goti, dopo i longobardi) indurranno il patriarca di Roma a ricercare una posizione di sempre maggiore influenza politica. Il patriarca infatti in più di una occasione difenderà Roma dalle scorrerie barbariche, divenendo unico riferimento per le popolazioni. Un’ po’ alla volta egli comincerà a chiamarsi “papa” (dal greco “papas” che significa padre) e sfiderà sempre più nettamente l’autorità bizantina, in particolare non richiedendo più l’autorizzazione di Costantinopoli prima e del patriarca di Ravenna dopo per l’elezione del nuovo pontefice…

…la discesa in Italia di Carlo Magno (a capo dei Franchi, cattolici di fede romana, cioè fedeli al papa di Roma) sarà abilmente sfruttata dai pontefici. Grazie a questi barbari infatti la chiesa cattolica si distaccherà completamente dal dominio bizantino, inaugurando, nell’800 d.c. la nascita del sacro romano impero ed inoltre saranno cacciati dall’Italia i precedenti dominatori, i rozzi Longobardi , di fede ariana, che avevano fatto conoscere all’isola il suo periodo di maggiore decadenza socio-culturale ed economica…

L'impero bizantino nel 1025

Nei secoli seguenti la posizione del papato si rafforzerà sempre maggiormente fino a giungere, nel 1054 alla definitiva e reciproca scomunica da parte delle fedi cattolica e ortodossa.

La Calabria assieme a buona parte del meridione (fino a Benevento circa) diviene terra di confine nella lotta tra bizantini ed arabi, che intanto avevano conquistato la Sicilia.

Diverrà infine definitivamente dominio dei normanni nel 1061.

Il 726 d.c. segna una data importante per la storia della presenza ortodossa in Calabria. In quell’anno infatti l’imperatore Leone III Isaurico emanò un editto, in base al quale dovevano essere distrutte tutte le immagini sacre e icone raffiguranti la divinità in tutte le province dell’impero (c.d. "iconoclastia") Il commercio di queste immagini rappresentava la principale fonte di sostentamento per i monaci bizantini, tra i quali molto numerosi erano i seguaci di San Basilio, anche detti “basiliani”, i quali furono duramente perseguitati e per tale motivo costretti a scappare…

…tra le varie regioni nelle quali cercarono rifugio, una delle principali fu la Calabria. L’opera dei monaci basiliani e degli altri monaci che sono fuggiti in Calabria ci ha regalato alcuni dei principali tesori d’arte del nostro territorio.


I principali tesori della Calabria bizantina


Due sono le zone da visitare: la vallata dello Stilaro-Allaro e Rossano

La vallata dello Stilaro-Allaro è una fascia di territorio, presso la cittadina di Stilo, compresa appunto tra le due fiumare Stilaro e Allaro. E’ stato nei secoli luogo eletto dai monaci bizantini per costruire la loro “cattolica”, cioè la loro chiesa principale.

La “Cattolica” in fotografia sembra un edificio grande.. invece il visitatore rimarrà stupito nel constatare le sue vere dimensioni, che sono ridotte! Rappresenta un vero capolavoro ed il maggiore esempio di arte bizantina nel meridione e in Italia …

Ecco alcune foto che abbiamo scattato alla fine dello scorso mese…

Panoramica della vallata dello Stilaro-Allaro



Il borgo vecchio di Stilo


La cattolica di Stilo

Particolarità dell’interno sono alcuni dipinti a muro, sui quali sembra vi siano dei “graffiti”… non si tratta del solito vandalo, ma anzi si tratta di scritte antiche in lingua araba: infatti per un certo periodo durante la dominazione mora la piccola chiesa divenne una moschea.

A pochi chilometri da Stilo, nella vicina Bivongi sorge invece il monastero di San Giovanni Therestis (mietitore) risalente all’XI sec. Dal 1994 i monaci basiliani vi sono ritornati . E' oggi il principale centro di cultura ortodossa in Italia.

Nella vallata dello Stilaro vi sono anche altri monasteri bizantino-normanni..una lista completa la potete consultare qui

A Rossano invece sorgono la cattedrale di Maria Santissima Achiropita, l’oratorio di San Marco, la chiesa della Panaghia e poco fuori dell’abitato, l’abbazia del Patire o Patyrion

Presso il museo diocesano di Rossano e poi conservata quella che potremmo considera “la chicca” del nostro piccolo tour, ovvero il “Codex Purpureus Rossanensis”

Il “Codex” è un evangelario greco del VI sec. Di origine mediorientale, probabilmente portato a Rossano da monaci orientali che sfuggivano alla persecuzione araba. E’ rimasto per secoli nascosto nel tesoro della cattedrale di Maria Santissima Achiropita, per poi tornare alla luce grazie all’opera di alcuni studiosi tedeschi. La preziosità del documento, che riproduce in lingua greca i vangeli di Matteo e Marco è data in particolare dalle 14 tavole miniate interne, che fanno invidia anche ai tesori dei Musei Vaticani!

Ovviamente quanto scritto non esaurisce il panorama delle bellezze bizantine nella nostra regione... praticamente ogni cittadina conserva delle vestigia bizantine.. ma sicuramente questi tesori ne rappresentano la "top ten" ;)

Ciao a tutti!! :)

lunedì 8 settembre 2008

Pregiudizi sulla Calabria

Dando un'occhiata tra i blog che parlano di Calabria, mi ha colpito particolarmente quanto scritto da Alex321 ( http://alex321.splinder.com/post/13590331/.%3A+Vista+Sud+(prima+parte)+%3A.) e da storie (http://pensieridiunadonna.splinder.com/post/13590509#cid-50053087)

Si tratta di "reportage" della loro visita sulla jonica all'indomani della strage di Duisburg.

Invito chiunque voglia e abbia tempo a darci un'occhiata, ed a trarre le sue conclusioni. A me sono sembrati i soliti articoli su quanto sia mafiosa la Calabria.

In ogni punto venivano segnalati modi di fare, atteggiamenti e situazioni indicando il tutto
arbitrariamente come segno di presunto costume mafioso... dalla ragazza che dà indicazioni al bar, alla mancanza di gente in strada (alle tre del pomeriggio!) passando dal cameriere che non dà confidenza.

Spero che gli autori vogliano esprimermi la sua opinione, in ogni caso, ecco quello che io ho inserito tra i commenti in moderazione ad Alex321

"Alcune precisazioni:

a) la ragazza del bar vi ha detto di passare dall'autostrada perchè da lì si faceva prima. Non perchè fosse pericoloso passare dalle "montagne", come dai ad intendere tu.
b) il tuo amico calabrese non so che ti ha detto. Anche io sono calabrese, sull'Aspromonte ci vado sempre e non mi è mai successo niente di male. O pensi che gli agguati mafiosi li facciano al primo che passa?
c) il caffè te lo potevi prendere tranquillamente ovunque, come te lo sei preso a San Luca e altrove (lo leggo più avanti)
d) Sulla strada non c'è anima viva perchè quelle zone sono spopolate da decenni di immigrazione. In calabria sulle montagne non abita più nessuno ( e non è una tendenza solo calabrese)..ma hai guardato quanto è lunga la strada fino ai centri maggiori?chi può si trasferisce per stare più comodo.
e) Locri è una piccola città e quindi non c'è grande via vai..e poi dipende da che ora sei passato..ad agosto la gente nel primo pomeriggio si riposa. (non conosci le usanze calabresi, si vede)
f) pensi di poter capire locri ed i locresi passando 1 volta in macchina e fermandoti in 1 trattoria? non ti sembra una pretesa eccessiva?
g) la mancanza di intonaco è una costante deteriore del panorama calabrese. La casa senza intonaco non c'è l'hanno solo i mafiosi ma anche la gente comune. Spesso e volentieri si sceglie di finire gli interni ma non gli esterni (e si fa male!)..il problema è che non esistono in questi comuni piani regolatori. e comunque tante di quelle case senza intonaco che hai visto sono abusive-personalmente le abbatterei domani,se non le hanno già condonate grazie a Berlusconi-).
h) Ho frequentato trattorie in tutta Italia, e non sempre mi è capitato di trovare personale all'altezza del suo ruolo. Dipende da dove vai.
i) i laboratori d'analisi ci sono d'appertutto. e questo non c'entra NIENTE col fatto che a Locri l'ASL fosse infiltrata (cosa inconfutabile e deprecabilissima, gravissima, deteriore e tutto il peggio che se ne possa dire!) ...ma non hai notato che oltre a quella attività privata NON CE NE SONO ALTRE..questo mi pare il VERO problema.

Riprendo uno dei commenti che sono stati postati
"E dire che c'e' gente che paga fior di euro per fare le vacanze avventura in qualche sperduta localita' africana o dell'estremo oriente... siete mitici!"

Beh..le vacanze avventura andate a farle da qualche altra parte, che qui abbiamo problemi più seri.

ps --> mi astengo dal commentare il prosieguo, che per altro ho attentamente letto. Mi piacerebbe comunque ricevere le tue opinioni, se ti va.

Vedi, è facile parlare di mafia, omertà, omertosi e affini..ma la verità è che finchè del destino della Calabria non si interesseranno davvero i calabresi dovremo continuare ad accontentarci di vuote parole."

Ed a storie:

Visto che vi piace venire in Calabria, informatevi degli usi locali.

Bianco, Locri, san Luca, Benestare e tutti i paesi della costa jonica sono solo paesini, è normale che dei "forestieri" vengano osservati con attenzione e curiosità (che a chi non conosce le usanze locali può sembrare "controllo")..e poi, a prescindere dalla 'ndrangheta, da noi non si usa dare confidenza così come viene agli sconosciuti...

...soprattutto se si guardano intorno con aria circospetta, convinti che tutti stiano credendo che sono poliziotti (magari gli avete anche fatto venire il dubbio)...

...inoltre, come giustamente ti hanno fatto notare, da noi le donne difficilmente entrano nei bar, sale giochi ed affini, perchè sono considerati luoghi prettamente maschili. Entrando lì tu, donna, ti sei subito palesata come "straniera"..non dico che sia giusto, ma da noi ancora nelle zone interne certe tradizioni resistono.

Quanto a quello che vi hanno detto... di passare e non fare domande, di farvi i fatti vostri... ma con chi avete parlato? se avete voglia di intavolare una discussione con le persone del luogo, fatelo pure..ma non fatevi leggere sul volto "guarda, qui sono tutti mafiosi, guarda che omertà.." perchè le persone del posto queste cose le vivono da decenni, e si sono stancate di chi arriva con questo spirito.

NON C'E' DUBBIO che tra di loro ci sarà stato anche qualche ndranghetista..ma che pretendevate, che venisse a salutarvi dicendo "buongiorno signori, benvenuti, noi siamo i capi mafia della zona?" Quanto al fatto che i paesi erano vuoti..sai, dopo una strage, una militarizzazione ed una bella pubblicità fatta dai giornali, non è che la gente faccia la fila per andare a mare a Bianco...

Su una cosa concordo però in pieno con te..le mafie sviluppo certo non ne portano, se non per loro.

Quanto all'uso di mantenere gli spazi comuni nel degrado, e l'interno delle proprie case ordinatissimo, beh purtroppo non si tratta di un' abitudine mafiosa, ma di un DETERIORISSIMO costume tipico calabrese.. forse sarà anche (come ad esempio capita a casa mia, e noi non siamo mafiosi) perchè quanto i soldi sono pochi prima si pensa a star comodi dentro casa, e dopo a come deve essere la facciata.. anche perchè spesso le amministrazione locali al riguardo non predispongono nulla ( a Reggio Calabria per esempio non è mai stato predisposto un piano regolatore-figuriamoci uno del colore- e ci sono tassi di abusivismo edilizio altissimi.)

E' facile parlare di mafia, di mafiosi, di omertà, di clima "pesante"...

Queste sono cose di cui si dovrebbe occupare la polizia..ma ti sembra normale che uno si fa la latitanza nel bunker sotto cosa e nessuno va a controllare?? solo nell'ultimo anno la tendenza si è invertita, come si vede, appena lo Stato si fa sentire le cose cambiano.

Quanto alla presunta o reale omertà dei calabresi..ma che pretendete dalla gente comune? ma voi avete idea delle bombe e degli attentati dinamitardi che ogni notte avvengono in Calabria? non si può fare il confronto con la Sicilia: la mafia siciliana non è basata sul legame parentale come in Calabria, dove chi si vuole costituire deve denunciare tutta la sua famiglia..e comunque i siciliani sono 5 milioni, distribuiti in centri abitati di medie dimensioni. In calabria la popolazione è di due milioni, distribuita per ragioni geografiche in centri abitati di piccole dimensioni, nei quali si conoscono tutti..e comunque i siciliani hanno cominciato a ribellarsi quando lo Stato è intervenuto, arrestando i boss. Solo oggi forse le cose stanno cominciando a cambiare. Ma ci vorrà tempo. Intanto il governo nazionale ci ha tolto i fondi per l'ammodernamento della statale 106 ( hai visto com'è ridotta)

..a quanto pare era meno urgente del taglio dell'ICI!!




domenica 7 settembre 2008

Orgogliosi di essere calabresi

Tutti sono orgogliosi delle loro origini ... ma parlando recentemente con un’amica sarda, nata e cresciuta nella provincia di Nuoro, ne ho avuto la piena conferma. Forse i sardi da questo punto di vista lo sono anche maggiormente.. autonomisti per vocazione, chiamano tutti gli altri italiani “continentali” e possono intrattenerti per ore parlando del loro dialetto (una vera e propria lingua incomprensibile per chi non è del posto, in tal senso simile al nostro grecanico) dei loro costumi tipici e, appunto, di quanto si sentano orgogliosi delle loro origini ...

... eppure tra sardi e calabresi ci sono molte similitudini: saranno le comuni origini contadine ma davvero parlandoci ti senti un po’ a casa.. anche loro, come noi “‘du porcu non iettanu nenti” e lo usano per mille ricette... anche loro hanno balli e feste popolari religiose molto sentite.. anche loro, come noi, spesso, vivendo lontano dall’isola, sentono la mancanza di casa...

... eppure discutendo assieme, una cosa mi ha particolarmente infastidito: mi sono accorta che, sebbene tra politici, giornalisti, scrittori e personalità varie, di calabresi “famosi” in giro ce ne siano parecchi, pochissima gente è a conoscenza del fatto che quelle persone provengono proprio dalla Calabria!

Ma possibile mai che tanta gente non sappia che Renato Dulbecco è calabrese, che Rino Gaetano era calabrese, che Gianni Versace era reggino e come loro tanti altri????

Possibile che gli unici calabresi conosciuti debbano essere Gennaro Gattuso (che resta un grande ;) ) ed Elisabetta Gregoraci?

A questo punto mi sono detta: ma sarà anche un po’ colpa nostra (a prescindere dai radicati pregiudizi altrui) se ci facciamo conoscere solo per morti ammazzati, scandali sessuali ed affini??

... ed allora, come inpicit per questo spazio, voglio intanto segnalare alcuni nomi di calabresi illustri, che hanno reso onore all’Italia intera ed alla storia dell’umanità.

Invito chi leggesse a segnalarmi qualsiasi nominativo che ritenesse meritevole di entrare nella lista, indicandomi il perchè..ne terrò debita considerazione :)

A presto!! ;)

Gente che ha vissuto e lavorato a Reggio

Salvatore Quasimodo, premio nobel per la letteratura nel 1959


Breve elencazione non esaustiva dei calabresi illustri, noti e meno noti


Scrittori

Saverio Strati, nato a Sant’agata del bianco (RC)
Corrado Alvaro, nato a San Luca (RC), scrittore, autore, tra gli altri scritti, di “Gente in Aspromonte”, la “trilogia del mondo sommerso”, una vita e “l’uomo è forte”
Nicola Giunta, poeta nato a Reggio Calabria
Leonida Repaci, scrittore nato a Palmi (RC), fondatore assieme a Carlo Salsa e Alberto Colantuoni del prestigioso “Premio Viareggio”, di cui fu presidente fino alla morte.
Tommaso Campanella, nato a Stignano (RC), grande pensatore e filosofo, autore della “Città del Sole”, considerato assieme ad “Utopia” di Thomas More il maggiore esempio di letteratura politica utopistica.
Gioacchino da Fiore, “…il calavrese abate Giovacchino
di spirito profetico dotato”… Dante Alighieri, paradiso, canto XII, nato a Celico (CS)
Rosario Rubbettino, fondatore dell’omonima casa editrice, nato a Soneria Mannelli (CZ)


Scienziati

Renato Dulbecco, premio nobel per la medicina nel 1975 insieme a David Baltimore e Howard Temin, per ricerche sull'interazione tra i virus tumorali e il materiale genetico della cellula.
Bernardino Telesio, nato a Cosenza, grande filosofo medievale
Pitagora, per alcuni studiosi è nato a Samo in Grecia, ma altri affermano che possa essere nato in Italia; tra i più autorevoli, S. Tommaso d' Aquino, che narra: “...vi furono altri filosofi italici in quella parte dell'Italia una volta chiamata Magna Grecia ed oggi detta Puglia e Calabria, dei quali filosofi il più eminente fu Pitagora, Samio di patria, così detto da una certa città della Calabria".
Sia come sia, è sicuro che a 40 anni si trasferì a Kroton, odierna Crotone.


Magistrati

Antonino Scopelliti, nato a campo Calabro (RC), ucciso a Piale (RC) nel 1991. Avrebbe dovuto sostenere la pubblica accusa in cassazione nel maxi processo a Cosa Nostra promosso dal pool antimafia giudato da Antonino Caponnetto. Secondo quanto accertato dagli investigatori, la sua uccisione fu il prezzo pagato dalla ‘ndrangheta per ripagare i siciliani della mediazione offerta per far cessare la seconda guerra di mafia nella provincia di Reggio Calabria. Il suo omicidio è il primo (ma meno ricordato) nella scia di sangue che porterà alla morte, nel giro di appena due anni, anche Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.


Politici

Italo Falcomatà, compianto sindaco di Reggio Calabria, nato in riva allo stretto. Grande artefice della rinascita di Reggio degli anni ’90. Morto nel 2001.
Giacomo Mancini, nato a Cosenza
Marco Minniti, attuale ministro ombra dell’interno del PD- nato a Reggio Calabria


Stilisti

Gianni, Santo e Donatella Versace, nati a Reggio Calabria


Artisti

Umberto Boccioni, pittore e scultore futurista, nato a Reggio Calabria
Mattia Preti, pittore, nato a Taverna di Calabria (CZ)
Gerardo Sacco, detto “l’orafo delle dive” nato a Crotone


Registi

Gianni Amelio, nato a san Pietro Magisano (CZ)
Mimmo Calopresti, nato a Polistena (RC)


Cantanti e compositori

Francesco Cilea, compositore, nato a Reggio Calabria
Loredana Bertè, nata a Bagnara Calabra (RC)
Mia Martini, nata a Bagnara Calabra (RC)
Alma Manera, nata a Roma ma di origini calabresi
Sergio Cammariere, nato a Crotone
Mino Reitano, nato a Fiumara di Muro (RC)
Rino Gaetano, nato a Crotone


Attori e mondo dello show business

Vittoria Belvedere, attrice nata a Vibo Valentia
Ninetto Davoli, attore nato a San Pietro a Maida (CZ)
Enzo Mirigliani, patrono del concorso “Miss Italia”, nato a Santa caterina dello Jonio (CZ)
Franco Neri, cabarettista torinese di origini calabresi
Sabina Stilo, showgirl, nata a Reggio Calabria
Elisabetta Gregoraci, showgirl, nata a Noverato (Cosenza)
Rocco Barbaro, cabarettista, nato a Reggio Calabria

Sportivi

Gennaro Gattuso, nato a Corigliano Calabro (CS) – campione del mondo 2006 -
Simone Perrotta, nato a Ashton-under-Lyne ma originario di Cerisano (CS) – campione del mondo 2006 -
Vincenzo Iaquinta, nato a Crotone – campione del mondo 2006 -


Altri (ma non meno importanti) personaggi storici

Guglielmo Pepe
Fratelli Bandiera
Aristippo
Cassiodoro