venerdì 5 giugno 2009
Il diritto di voto degli studenti universitari fuori sede
In Italia gli studenti fuori sede, ovvero coloro i quali hanno scelto di studiare in atenei distanti dal loro luogo di residenza sono un esercito di circa 250.000 persone. Per la maggior parte provengono dalle regioni del sud Italia e si sono spostati in atenei del nord per iniziare o perfezionare i loro studi.
Recentemente alcuni quotidiani nazionali tra cui Repubblica ma anche Leggo, edizione di Padova hanno riportato la notizia di una petizione, lanciata nel 2008 da un gruppo di studenti distanti dal loro luogo di residenza che attraverso la sensibilizzazione online tentano di portare al centro dell'agenda politica il tema del diritto di voto degli universitari fuori sede.
La nostra Costituzione all'art.3 stabilisce che "[…] è compito della Repubblica rimuove gli ostacoli di ordine economico e sociale che , limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscano […] l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica,economica e sociale del Paese".
In effetti per molti studenti universitari (che, ad esempio in tema di sicurezza, sono equiparati ai lavoratori dall'art. 4 del dlgs 81/2008) l'eccessiva distanza dal luogo di residenza limita "di fatto" l'esercizio del diritto di voto. Gli impedimenti legati agli impegni universitari, lo stress di sobbarcarsi lunghi viaggi per fermarsi a casa solo pochi giorni scoraggiano anche quelli che, in situazioni "normali", si recherebbero sicuramente a votare.
Tutto questo senza considerare che il rimborso solo parziale del costo dei biglietti previsto dal T.U. delle leggi elettorali e applicato dalle compagnie di trasporti, tra cui Trenitalia è meno fruibile proprio per chi abita più lontano: questo perché esso è previsto interamente solo per i treni Espressi e Regionali, mentre chi deve fare lunghe percorrenze ed è quindi costretto a scegliere servizi accessori (AV Fast, Alta Velocità, ES Fast, Eurostar City, Eurostar, IC Plus, Intercity, IC notte, servizio cuccetta o vagone letto) deve pagare la differenza tra la tariffa ordinaria e quella del treno di categoria superiore.
Inoltre, come riportato da Repubblica di oggi, sembra che le ferrovie quest’anno abbiano difficoltà a garantire i posti con lo sconto prima dell’ 8 giugno, non in tempo quindi per tornare a votare...
Insomma, difficoltà su difficoltà.
Questa grave mancanza risulta ancora più incomprensibile, se si considera il fatto che il diritto di voto è garantito finanche ai residenti all'estero ed ha assunto dal 2001 rango costituzionale. Infatti con la legge costituzionale 459 si è colmato il vuoto normativo, che impediva a tanti italiani di esprimere il proprio voto al di fuori dei confini nazionali.
Allo stato attuale il voto per i non residenti è permesso solo ai membri del seggio, agli appartenenti alle Forza pubblica, ai militari, ai vigili del fuoco, alle persone non deambulanti, alle persone munite di una sentenza o di attestazione del Sindaco, ai marittimi e aviatori fuori residenza. I rappresentanti di lista possono votare nel seggio in cui svolgono il loro mandato purché siano elettori della circoscrizione. Tra i più penalizzati da questa situazione si possono indubbiamente citare gli studenti fuori sede residenti nelle regioni Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna che devono fare viaggi lunghi in media più di 10 ore, senza contare gli innumerevoli e noti disservizi delle loro ferrovie più volte denunciati anche da esponenti istituzionali regionali, tra cui l'assessore al bilancio e trasporti della regione Calabria Demetrio Naccari Carlizzi.
Abbiamo fatto delle brevi interviste ad alcune studentesse fuori sede , iscritte a vari corsi di laurea dell’ università degli studi di Padova per capire cosa pensano di questa situazione. Secondo i dati forniti dall'ateneo, consultabili on line nel solo a.a. 2007/2008 Padova ha attratto 60.462 studenti. Tra gli iscritti a tutti i corsi di laurea, ben 9.609 (il 15,9 %) provengono da fuori regione. Tra di loro 2525 (il 4,2%) sono residenti nel Sud Italia o nelle isole.
Melania Tria, 21 anni, studentessa pugliese di lettere e filosofia originaria di Putignano (BA) dice: "Penso che la petizione colga un problema reale: in effetti, tra i tanti amici fuori sede come me non ne ho sentito neanche uno che dica di voler tornare a casa per votare. Non credo che si tratti di semplice disaffezione dei giovani verso la politica. Secondo me quello che non convince è più che altro il peso di un lungo viaggio e la paura di perdere troppi giorni a poco tempo dagli esami. Il problema a mio giudizio si potrebbe risolvere permettendo anche agli studenti fuori sede il voto per corrispondenza, così come previsti per i cittadini residenti all'estero".
Gonaria Fadda, 25 anni, studentessa sarda del DAMS, originaria di Orani (NU) aggiunge: "anche io ho sempre vissuto come un limite il fatto di affrontare tutte queste difficoltà per tornare a votare. Tra l'altro secondo me per noi sardi la situazione è ancora peggiore: in effetti nessuna compagnia prevede rimborsi per i viaggi in aereo, per cui siamo costretti a prendere un treno per Civitavecchia, Livorno o Genova. Con la compagnia Tirrenia otteniamo il rimborso del 60% per un “passaggio ponte” , ma la riduzione del 60% sulla tariffa ordinaria non è utilizzabile on line. Per i sardi residenti all’estero (ma che non siano studenti!) invece la regione concede agevolazioni per ammortizzare il costo di viaggio: perché per noi non si fa nulla? credo che questa situazione potrebbe essere risolta attraverso l'iscrizione nelle liste elettorali del comune sede dell'università dei nominativi degli studenti che ne facessero richiesta".
Maria Cristina Morici, 22 anni, studentessa siciliana di scienze del turismo originaria di Erice (TP) rincara la dose, aggiungendo: ”in primo luogo, oltre a dovermi sobbarcare un lunghissimo viaggio da Padova a Villa San Giovanni (circa 14 ore), che non mi viene rimborsato interamente e per il quale devo pagare servizi accessori come la cuccetta, quando arrivo in Sicilia impiego circa 4 ore per giungere fino a Palermo, perché come forse saprete, da noi non ci sono treni eurostar, men che meno l’alta velocità. Senza contare che dopo impiego un'altra ora fino a Trapani..se vado in macchina! perché se prendo il treno allora, come potete facilmente constatare sul sito di Trenitalia, i tempi di percorrenza sono superiori alle due ore! Al di là del costo e degli eventuali rimborsi, pensate quanta voglia mi rimane di tornare a votare!”
In effetti nell’ultimo periodo qualcosa si è finalmente mosso e su iniziativa del primo firmatario Stefano Ceccanti del Partito Democratico e, tra gli altri di Giuseppe Lumia è stata presentata il 12 maggio una proposta di legge intitolata disposizioni per l'esercizio del diritto di voto degli studenti universitari alle elezioni politiche e per il Parlamento europeo che però non è ancora stata discussa.
Ci auguriamo che il progetto possa essere concretizzato al più presto, ponendo fine a questa grave discriminazione che rende difficoltoso l'esercizio del diritto democratico per eccellenza alla futura classe dirigente del nostro Paese.
Intanto chi fosse interessato può continuare a firmare la petizione o iscriversi al gruppo di facebook nato per iniziativa dei promotori che conta ad oggi ben 2156 membri.
venerdì 17 aprile 2009
Voucher della Regione Calabria: assunzioni camuffate da stage?
In regione Calabria gli scandali legati ad assunzioni clientelari di parenti, parenti dei parenti e parenti di parenti di parenti, di gente che non aveva i requisiti previsti dalla legge (compreso un ex assessore regionale poi dimessosi) ed infine, di bandi tagliati sui raccomandati dai politici sono praticamente all’ordine del giorno.
Non stupisce che il presidente del consiglio regionale Bova sia costretto a rassicurare i partecipanti alla prossima maxi selezione regionale.
Purtroppo a quanto emergerebbe dalla denuncia del giuslavorista Pietro Ichino, che ha recentemente presentato un’interrogazione parlamentare sul caso, il solito malcostume nostrano continua ad essere perpetrato in altra forma, spacciando prestazioni lavorative a tempo determinato non meglio inquadrate nella vigente disciplina dei contratti di lavoro, per stage formativi.
Ichino viene ovviamente smentito dai vertici regionali, ma le sue argomentazioni sembrano meritare grande attenzione.
Con legge regionale n°8 del 2008, il consiglio regionale della Calabria (proponente Roberto Occhiuto, in quota UDC) ha in effetti avviato un piano di formazione professionale definito “programma stages”. Secondo quanto previsto dal bando approvato con delibera 21 novembre 2007 n. 103, 250 laureati presso le università calabresi con 110/110, di età non superiore a 37 anni, residenti in Calabria da almeno tre anni o disposti a tornarci, potranno prestare attività lavorativa per due anni presso vari uffici della regione, ricevendo un compenso di 1000 euro mensili.
«Offriamo un’opportunità ai giovani, sosteniamo il sistema universitario e ci sforziamo di migliorare la qualità dei servizi della pubblica amministrazione» ha affermato il presidente del consiglio regionale, Giuseppe Bova.
Finanziato con 6 milioni di euro l’anno, di cui metà sono contributi del fondo sociale europeo, è stato considerato un successo, tanto da essere stato ulteriormente rafforzato.
Secondo il giuslavorista Ichino, questa attività non può affatto configurarsi come un’attività di stage, e ciò può agevolmente essere confermato da una lettura della normativa che regola tirocini formativi e tirocini di orientamento al lavoro, nonché delle norme europee che regolano l’utilizzo dei finanziamenti del FSE.
Gli stage formativi sono degli strumenti introdotti per la prima volta nel nostro ordinamento dalla legge 24 giugno 1997 n 196, recante “norme in materia di promozione dell’occupazione”, poi attuata tramite il regolamento 25 marzo 1998 n 142. Il loro scopo, secondo quanto disposto all’art.18, è quello di “realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro e di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro, attraverso iniziative di tirocini pratici e stages a favore di soggetti che hanno già assolto l'obbligo scolastico”.
I tirocini formativi si intendono come delle esperienze da maturare durante il corso di studio, mentre i tirocini di orientamento al lavoro sono riservati a soggetti già laureati. Possono farsi promotori dei progetti le istituzioni, sia pubbliche che private, che a vario titolo si occupano di formazione professionale, tassativamente elencate all’ art.2 della legge, tra sono anche ricompresi “centri pubblici o a partecipazione pubblica di formazione professionale c/o orientamento nonché centri operanti in regime di convenzione con la regione o la provincia competente”.I tirocini hanno una durata massima, prevista dalla legge. Questi non possono mai superare, se non per soggetti portatori di handicap, i 12 mesi.
Per ciò che riguarda le norme comunitarie, la Commissione Europea, nelle Disposizioni generali FESR - FSE - Fondo di coesione (2007 - 2013) e in linea con il metodo della c.d. strategia europea per l’occupazione, propone tra le priorità di destinazione dei fondi erogati dal FSE la creazione di nuovi posti di lavoro effettivi.
I “tirocini” in Regione, invece, hanno una durata prevista di 2 anni ed, almeno per ora, non sembrano preludere alla creazione di nuovi posti di lavoro effettivi.
Ma allora… cosa sono?
E’ proprio su questo tema che si incentra l’interessante carteggio Ichino-Bova-Loiero, consultabile assieme al testo dell’interrogazione parlamentare presentata dal professore, nonché l’intervista che il giuslavorista ha rilasciato sul sito “La Repubblica degli Stagisti” ad Eleonora Voltolina e che ancora non ha trovato risposta a livello ministeriale.
Ancora più grave è che, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, fra i vincitori del “voucher” ci sono odontoiatri, archeologi, ingegneri, professori. Giusi Fasano scrive: “ qualcuno ha famiglia, ha già un lavoro e annuncia di volerselo tenere, anche se ha passato il bando”.
L ’opinione di Ichino non è isolata: anche altri esperti di diritto del lavoro, intervistati da Eleonora Voltolina ritengono che gli stages della regione Calabria assomiglino più che altro a contratti di lavoro subordinanto.
In particolare Michel Martone, docente di diritto del lavoro presso l’università di Teramo e la LUISS di Roma non usa mezzi termini, affermando che “lo Stato dovrebbe creare buona occupazione per i migliori, invece che limitarsi a offrire lavori con data di scadenza – in questo caso, per giunta, camuffandoli da stage per poter risparmiare su tutti gli oneri indiretti”.
Bisognerebbe domandare al Presidente della Regione Calabria Agazio Loiero e ad al presidente del Consiglio Regionale, onorevole Bova , se sono queste le loro proposte per incentivare l’occupazione dei giovani calabresi.
martedì 7 aprile 2009
Reggio Calabria, uomo morto che cammina
Purtroppo però l'80% delle abitazioni vicine al sisma sono crollate o sono gravemente danneggiate. Ma come è possibile tutto questo?
Evidentemente il problema, come stanno dicendo tutti, è stato il mancato rispetto delle normative antisismiche, l'utilizzo di materiali scadenti, gli ampliamenti di preesistenti edifici mal progettati.
Si inpone quindi, al di là del cordoglio per tutte le persone morte per un disastro annunciato (tanto per cambiare) fare giusto quattro riflessioni su l'unica zona d'Italia nella quale il 100% dei comuni sono a rischio sismico, e cioè la Calabria. Infatti oggi piangiamo i circa 200 morti dell'Aquila e provincia, ma si tenga conto che, se oggi un terremoto colpisse le città di Reggio Calabria (e Messina sulla costa siciliana), purtroppo la rovina SAREBBE DI MOLTO PEGGIORE (non dimentichiamo che nel 1908 morirono, secondo le stime più ottimistiche, 80.000 persone).
Posso dire che sto ANNUNCIANDO LA TRAGEDIA, perchè allo stato attuale Reggio Calabria e Messina sono DEI GRANDI POTENZIALI CIMITERI (potrei scrivere qualche terzina profetica, magari.)
Infatti la maggior parte delle case sulle rive dello stretto non sono a norma. Ed i terremoti nell'area dello stretto sono decisamente più potenti di quelli che possono colpire il centro Italia.
Inoltre non bisognerebbe sottovalutare il problema della scarsità dei collegamenti tra Reggio Calabria ed il resto dell'Italia. Almeno a Messina hanno il porto. Ma se oggi un terremoto colpisse Reggio, si può dire SICURAMENTE che saremmo TUTTI spacciati.
L'autostrada è combinata "a tre tubi". I collegamenti ferroviari fanno pietà e misericordia. Senza considerare che la città di Reggio si trova in una specie di "imbuto": da una parte la A3, già bloccata da cantieri di ogni tipo e con code in condizioni normali, con la carreggiata larga 2 m. Quanto alla ss 106, forse è meglio non menzionarla affatto, sarebbe sicuramente impraticabile, dato che attraversa tutti i paesi della fascia ionica, ed è anch' essa costantemente intasata nelle ore di punta.
Pensiamo a due realtà opposte geograficamente, Scilla e Pellaro, più o meno equidistanti da Reggio ed accomunate dall'invidiabile primato di essersi beccate nel 1908 una bella onda di tsunami alta circa 12 m. Scilla oggi è difficilmente raggiungibile, l'uscita sull autostrada è chiusa, si raggiunge solo da Bagnara o dalla provinciale, che si trova tra l'altro sul mare. Che fine farebbero gli scilloti?
Che dire invece di Pellaro? anche qui, onda di 12m ed un abusivismo edilizio di proporzioni vergognose. Rasa al suolo dopo il 1908 DAL MARE che fine farebbe oggi? e poi, come raggiungerla, considerato che la ss 106 è una vergogna adesso, figuriamoci se sarebbe agibile dopo un terremoto...
Quanto a Reggio città..preso che atto che non sarebbe raggiungibile da nord, ovvero dalla A3, e non sarebbe raggiungibile dalla fascia ionica, ovvero dalla ss 106, da dove dovrebbero giungere i soccorsi? tutte le altre vie di comunicazione attraversano l'Aspromonte ed hanno già oggi tempi di percorrenza lunghissimi, quindi non sono menzionabili. Cosa rimane? ancora una volta, l'unica via sarebbe il mare..sperando che anche questa volta vi sia qualche flotta russa di passaggio...
..ma magari intanto ci sarà impiedi qualche bel ponte sotto il quale fare i sopravvissuti-barboni..
* Vi lascio il link al video di SuperQuark sul terribile terremoto del 1908, dove si sottolinea anche che oggi l'85% delle costruzioni italiane non sono antisismiche.
http://tr.truveo.com/Terremoto-di-Messina/id/348361666
venerdì 26 settembre 2008
La réclame è l'anima del commercio...
Calabria sponsor Azzurri: rischio "cartellino rosso"
Lo scorso venerdi', la Commissione europea ha lanciato un forte appello alla Calabria affinche' fornisca in tempi rapidi ulteriori chiarimenti sulla vicenda della sponsorizzazione della Nazionale di Calcio con i fondi comunitari. Dalle prime informazioni giunte a Bruxelles, risulta che la regione abbia stabilito un programma per la promozione turistica forte di un finanziamento di 6 milioni di euro su tre anni, dal 2008 al 2010.
La decisione della Calabria di sponsorizzare con i fondi Ue fino al 2010 rischia il "cartellino rosso". Lo ha detto a Bruxelles Dennis Abbott, portavoce del commissario europeo alle Politiche regionali, Danuta Huebner. "Se l'audit nazionale ed europeo decide che questa sponsorizzazione non e' possibile, scatta il cartellino rosso, e la Regione Calabria dovra' restituire i soldi al contribuente europeo", ha sottolineato Abbott ricordando che "le regioni hanno tutto il diritto di decidere sulla destinazione dei fondi europei. Ma questo - ha avvertito - non vuol dire che c'e' la porta aperta per ogni tipo di abuso".
In ogni caso, ha spiegato ancora il portavoce a Bruxelles, sulla vicenda "c'e' un processo di auditing nazionale ed europeo molto approfondito" e la Calabria ha tempo "fino al 29 di questo mese" per rispondere alla nostra richiesta di chiarimenti su questo particolare investimento" . A Bruxelles, Abbott ha anche sottolineato che un'eventuale trasferimento dei fondi europei "alla fondazione di Rino Gattuso e' inammissibile. La Calabria e lo stesso Gattuso - ha aggiunto - sono stati gia' informati" .
Nel programma di 6 milioni di euro, infatti, sono inclusi diversi interventi tra cui proprio la sponsorizzazione della Nazionale che può contare su un totale di 1,8 milioni di euro per il triennio 2008-2010. "La Calabria avanza l'argomentazione che questo finanziamento potrebbe portare beneficio al turismo" locale, ha ricordato ancora il portavoce a Bruxelles.
Un dato che ridimensiona quanto scritto in alcune precedenti note stampa e sullo stesso sito Internet della Regione, in cui invece figurava la cifra di 8 milioni di euro, interamente destinata alla Nazionale. "Non siamo responsabili del sito internet della Regione Calabria. Ma abbiamo chiesto loro di correggere l'errore e cosi' hanno fatto", ha detto ancora Abbot. In realta' ,la sponsorizzazione degli 'Azzurri' e' solo una parte del finanziamento complessivo destinato alla promozione del 'marchio' Calabria.
Quanto all'ipotesi di una eventuale deviazione dei fondi comunitari destinati allo sviluppo dei porti verso la Nazionale di Calcio, avanzata dall'eurodeputato liberaldemocratico Beniamino Donnici (Alde), che con una interrogazione ha aperto il caso, l'esecutivo Ue si e' mostrato prudente. "Secondo le informazioni che abbiamo raccolto, questi 6 milioni di euro sono destinati esclusivamente alla promozione del turismo. E la Calabria non puo' trasferire fondi da una linea di bilancio a un'altra.
“Questo e' chiaro, non abbiamo mai parlato di porti o di altre infrastrutture", ha tagliato corto Abbott. Interrogato sulla vicenda venerdi' scorso, anche Pantaleone Sergi, portavoce del presidente della Regione Calabria Agazio Loiero, ha "escluso" categoricamente questa possibilita'. Il finanziamento complessivo dell'Europa per lo sviluppo regionale della Calabria nel periodo 2007-2013 e' di 1,5 miliardi di euro. Danuta Huebner sara' in visita ufficiale in Calabria i prossimi 4 e 5 dicembre. (Adnkronos)
Da quello che si può leggere ci sono tre o quattro fatti davvero sconcertanti. Quando alla regione (il minuscolo è puramente voluto) si sono accorti di esser stati presi con le mani nel sacco hanno cercato di risolvere la questione alla carlona, leggi alla meno peggio:
1) prima hanno cercato di coinvolgere Rino Gattuso... proviamo ad immaginare la conversazione telefonica...
regione: "ehi ringhio se a te non dispiace vorremmo regalarti 1,8 milioni di €uro"
ringhio: "no, non mi dispiace datemeli!"
regione: "no, perché avremmo i funzionari UE un po' incazzati alle spalle e non sappiamo cosa fare dei soldi che ci hanno dato"
ringhio: "nema problema arci! Passa sta palla!"
A questo punto i funzionari UE, che erano già incazzati, si incazzano ancora di più:
un'eventuale trasferimento dei fondi europei "alla fondazione di Rino Gattuso e' inammissibile. La Calabria e lo stesso Gattuso - ha aggiunto - sono stati gia' informati" .
2) Alla regione comincia a serpeggiare il panico ed allora provano a coprirsi dietro ai formalismi:
"La Calabria avanza l'argomentazione che questo finanziamento potrebbe portare beneficio al turismo" locale, ha ricordato ancora il portavoce a Bruxelles.
3) Alla regione fanno confusione anche con l'informazione istituzionale, i milioni di €uro sono 6 e non 8:
Un dato che ridimensiona quanto scritto in alcune precedenti note stampa e sullo stesso sito Internet della Regione, in cui invece figurava la cifra di 8 milioni di euro, interamente destinata alla Nazionale.
"Non siamo responsabili del sito internet della Regione Calabria. Ma abbiamo chiesto loro di correggere l'errore e cosi' hanno fatto", ha detto ancora Abbot. In realta' ,la sponsorizzazione degli 'Azzurri' e' solo una parte del finanziamento complessivo destinato alla promozione del 'marchio' Calabria.
vista la leggerezza e la disinvoltura con cui vengono stanziate le cifre non si può mica pretendere troppo scrupolo nel comunicarle ai cittadini, d'altra non stiamo mica parlando dei soldi di loiero, sti soldi sono arrivati dall'Europa, e quindi ci si può fare qualunque cosa. Ponendo che alla regione avessero vinto alla lotteria sarebbero stati più accorti nello spendere i soldi, ma loro non hanno fatto nemmeno la fatica di comprare il biglietto, sti soldi glieli hanno regalati (almeno così lo percepiscono) e quindi si faccia largo allo scialapopolo.
Si usa cioè un meccanismo inverso e perverso: se io gioco la schedina del totocalcio e faccio 13 vinco un po' di tintinnanti e al contempo mi diverto a guardare lo sport.
Se agli amministratori della regione danno un po' di denari per affrancare il territorio dal degrado e dal sottosviluppo loro li regalano alla nazionale di calcio, così si siedono nella tribuna vip e si divertono a guardare lo sport...
4) La reazione dell'UE è fin troppo civile e si limita ad utilizzare argomenti di buon senso, infatti Abbott dice:
"le regioni hanno tutto il diritto di decidere sulla destinazione dei fondi europei. Ma questo - ha avvertito - non vuol dire che c'e' la porta aperta per ogni tipo di abuso".
Conclusioni
il presidente loiero stavolta ha toppato alla grandisssima, questo caso è stato ripreso anche dalla stampa internazionale: http://news.google.it/news?hl=it&q=der%20spiegel%20calabria&um=1&ie=UTF-8&sa=N&tab=wn non è affatto piacevole sapere che un giornale romeno, il Evenimentul Zilei, dia una notizia simile.
In particolare il caso è stato ripreso da der spiegel... ecco l'articolo originale: http://www.spiegel.de/politik/ausland/0,1518,580294,00.html i toni ed i termini usati da questo giornale sono piuttosto pesanti: http://www.strill.it/index.php?option=com_content&view=article&id=23275:fondi-ue-alla-nazionale-di-calcio-anche-qder-spiegelq-allattacco-della-regione-calabria&catid=1:ultime&Itemid=97 ma sono anche perfettamente in linea con la mentalità tedesca che proprio non riesce a concepire un simile livello di incompetenza da un'amministrazione statale medio-grande.
Dalla regione hanno accusato der spiegel di razzismo... il che può anche essere vero visto quello che hanno scritto di noi, ma al di là di ogni loro abuso verbale, i nostri amministratori, invece di fingere di offendersi adesso, avrebbero fatto meglio a gestire in modo più oculato i fondi europei.
loro sono razzisti -> si eviti di dar loro argomenti.
Una nota per loiero... se l'amministrazione fosse adeguata alle criticità della Calabria non dovrebbe esserci nemmeno un'ombra a dare adito a qualunque speculazione. Nello specifico invece quest'amministrazione ha ampi margini di miglioramento (diciamo così...) e per di più ogni volta che salta fuori uno scandalo si assiste ad uno spettacolo inverecondo; il vittimismo, l'incompetenza, la disinvoltura, l'incapacità, la poca serietà, la leggerezza, il malcostume, la delinquenza della malavita e dei politici sono la peggiore pubblicità tu-rustica che possiamo offrire.
10 - 100 - 1000 federalismi! Se servano ad insegnarci a scegliere meglio la nostra classe politica ben vengano!
venerdì 19 settembre 2008
Ndrangheta, Calabria e pregiudizi
L’articolo che segue questa breve “prefazione” è una risposta a quanto scritto da Alex 321 in un resoconto del suo viaggio sulla costa jonica della Calabria e in Aspromonte, all’indirizzo
http://alex321.splinder.com/post/13590331/.%3A+Vista+Sud+(prima+parte)+%3A
Si tratta di un articolo pieno di pregiudizi, una di quelle manifestazioni che ci fanno apparire agli occhi di chi ci valuta solo inbase a stereotipi diffusi dai media come mafiosi, delinquenti, incazzusi, poco accoglienti ecc. ecc.
Oltretutto è il migliore esempio che abbia potuto fin’ora leggere di “profezia che si auto-adempie”: uno si aspetta di trovare una certa cosa - in questo caso i calabresi mafiosi ed omertosi ed il “clima pesante” da guerra di mafia – e, guarda caso, li trova.
Non è la prima volta che mi occupo dell’argomento. Ne avevo già parlato qui:
http://cronachecalabresi.blogspot.com/2008/09/vacanze-avventura-in-calabria.html
Come potrete leggere ho tentato di postare un commento sul blog di Alex321. Si può constatare facilmente che il mio commento non era offensivo. Era solo la mia opinione, in netta contrapposizione con la sua. Era stato posto nella coda di moderazione ma non è mai stato pubblicato. Evidentemente sul blog:
http://alex321.splinder.com/ - Il titolo non c’è. Questi sono appunti sparsi -
i commenti che non rispondono all’opinione dell’autore non sono graditi.
Cominciamo allora.
Fior di sociologi ne hanno parlato. Si tratta delle “profezie che si auto-adempiono”.
Sono state definite: “una delle rivelazioni più dolenti che siano state mai state portate in luce nell’ambito dell’educazione e le cui rivelazioni si sono poi estese ad ogni altro campo del sapere sociale[1]” .
Si tratta di un tema di grande attualità. Il primo esempio di tale fenomeno fu offerto dal sociologo Robert K. Merton[2], che addirittura coniò un teorema a tal proposito, il “teorema di Thomas”
“If men define situations as real, they are real in their consequences”.[3]
“Se gli uomini definiscono alcune situazioni come reali, allora esse divengono reali nei loro risultati”
Per spiegare cosa intendesse, Merton faceva l’esempio dello spargersi di una falsa voce sull’insolvenza di una banca: appena i clienti ne sono a conoscenza, si precipitano a ritirare i loro depositi, realizzando nella pratica quella falsa rappresentazione. I fallimenti a catena degli ultimi giorni, tra cui quello della Lehman Brothers, dimostrano quanto avesse ragione (ovviamente la colpa dei fallimenti non dipende solo da questo).
Questo discorso c’entra molto con alcune rappresentazioni che si possono leggere in rete della realtà calabrese, come, tra le altre questa di alex321, di cui in prefazione.
Queste rappresentazioni partono da dati veri (il fatto che in Calabria vi è la maggiore organizzazione mafiosa mondiale, un cancro che distrugge il territorio) per giungere subdolamente alla conclusione che OGNI atteggiamento diviene mafia.
Signori, così non si va da nessuna parte. Non si fa altro che criminalizzare un territorio e chi ci abita, distorcendo arbitrariamente quello che si vede per piegarlo all’immagine che ce ne siamo fatti, quella di terra di mafia. Ed allora.. una strada vuota diviene mafia, sguardi curiosi, forse un po’ sospettosi di paesani non abituati a stranieri o a donne nei bar diventano mafia, la mancanza di persone per le strade diviene mafia..mafia mafia mafia, tutto mafia a prescindere.
Chiariamo. Non è che la ndrangheta non ci sia. Ma non esaurisce tutto il panorama. Non è la spiegazione di ogni cosa che ci passa per la testa.
La ndrangheta è un fenomeno gravissimo, che fin’ora è stato sottovalutato, solo ultimamente polizia e magistratura se ne stanno occupando seriamente.
Altrimenti certe cose non si spiegano.
Com’è possibile infatti che fin’ora i latitanti non si trovavano, invece da un anno a questa parte, dopo Duisburg, si arrestano come funghi dappertutto?
Non dipenderà forse anche dal fatto che adesso ci siamo messi a cercarli un pò meglio?
L’illegalità va combattuta, sia dal punto di vista culturale, sia attraverso idonei mezzi di coercizione, e questo è compito delle forze dell’ordine e della magistratura. Per questo motivo dei governi seri dovrebbero mettere a loro disposizione tutti gli strumenti necessari a tale scopo. Ma, come giustamente sottolinea Marco Travaglio, finchè al governo rimarrà l’attuale casta degli impuniti noi non potremo mai avere sicurezza. Infatti se la magistratura funzionasse loro sarebbero in galera già da un pezzo, cosa che ovviamente cercano in tutti i modi di evitare.
Quanto alla presunta omertà, collaborazione o affinità delle popolazioni calabresi con la ndrangheta, io mi domando, riprendendo quanto già scritto nei commenti ad alex...
Ma cosa si pretende dalla popolazione civile?
Ma voi avete idea delle bombe e degli attentati dinamitardi che ogni notte avvengono in Calabria? Questa è una guerra. Gli effetti dell’ultima bomba, di inaudita potenza, li potete vedere qui ..la gente ha paura, signori, non si può rischiare la vita e denunciare se dopo si deve fare la fine di Masciari -che è stato eroico ma ora praticamente non vive più-.
Ma non tutti lo possono fare.
Quella di scaricare le responsabilità su chi non può fare nulla è una bella scusa per chi potrebbe a non fare niente.
E non si può nemmeno fare il confronto con la Sicilia:
Un punto molto rilevante è che in Calabria la popolazione è di due milioni, distribuita per ragioni geografiche in centri abitati di piccole dimensioni, nei quali si conoscono tutti, quindi il controllo sociale, ovvero la possibilità che si venga intimiditi per i comportamenti o le opinioni che ledono l’organizzazione, è molto più forte. Se uno di Bianco si mette a parlare male del capobastone di Bianco è sicuro che questi lo verrà a sapere. Il paese è piccolo, la gente chiacchiera come in qualunque altro posto, con l’aggravante che qui c’è la ndrangheta, e parlare male o fare qualcosa contro l’organizzazione significa intaccare interessi fortissimi.
C’è gente che è morta per questo.
I siciliani invece sono 5 milioni, distribuiti in centri abitati di medie dimensioni. Il controllo sociale è minore, così come il conseguente rischio di venire “disturbati” dai mafiosi (sempre relativamente, qui non si vuole sminuire nulla), inoltre il numero dei pentiti di mafia è 10 volte superiore a quello dei pentiti di ndrangheta, a causa del vincolo parentale tra gli affiliati, che non è un carattere della mafia siciliana, ma della ndrangheta.
E comunque i siciliani hanno cominciato a ribellarsi quando lo Stato è intervenuto, arrestando i boss. Tutto ciò è successo solo grazie all’azione coraggiosa di un gruppo di magistrati, che hanno pagato con la vita a causa delle schifose infiltrazioni tra sistema politico e mafioso. Le persone comuni da sole non avrebbero mai potuto arrestare i mafiosi.
E questa è storia, non chiacchiere.
Insomma: chi vuole venire in Calabria venga a farlo per farsi i bagni e per fare turismo, sperando che comincino ad accendere i depuratori. Anche per questo a De Magistris hanno tappato la bocca.
E basta con questa criminalizzazione indiscriminata! la criminalizzazione va fatta per i criminali, in primo luogo i politici ed amministratori corrotti. Inoltre vanno combattute le situazioni di disagio di tante persone, che sono alla base di fenomeni come il voto di scambio, e i privilegi indiscriminati, nonché gli sprechi, anche i più piccoli.
Ci vuole INTRANSIGENZA.
Se i calabresi hanno una grave colpa è l’atavica rassegnazione verso un sistema che peggiora sempre di più.
Ma questa è una malattia italiana.
[1] Bertolotti L. (2004), “la profezia che si auto-adempie ed il ruolo dell’insegnante”, tratto da www.spaziomente.com/ARTICOLI/La%20profezia%20che%20si%20autoadempie%20e%20il%20ruolo%20dell'insegnante.pdf
[2] Per approfondire si consiglia la lettura di A. Rao (2008) "Come uscire dalla globalizzazione. Pace o guerra tra le nazioni?”, ed. Cleup, Padova.
[3] Merton, Robert K (1968). “Social Theory and Social Structure”. New York: Free Press, p. 477